Grandine: dalla prevenzione alla gestione del sinistro assicurativo

Una grandinata può compromettere in pochi minuti il lavoro di un’intera stagione. Per questo motivo è fondamentale sapere come muoversi subito dopo l’evento, sia in campo che dal punto di vista assicurativo. I passaggi chiave sono tre: essere coperti da una polizza adeguata, mettere in atto gli interventi tecnici corretti e gestire nel modo giusto la denuncia del sinistro.

1. Essere assicurati e conoscere la propria polizza

La prima protezione è sempre l’assicurazione. Tuttavia, non basta stipulare una polizza: bisogna conoscerne bene i contenuti. Le condizioni prevedono generalmente che la denuncia di sinistro per grandine venga effettuata entro 3 giorni dall’evento, anche se in alcuni casi particolari (come eccesso di pioggia o vento forte) possono esserci tempistiche diverse.
Un aspetto da valutare con attenzione è la franchigia: per avversità come pioggia e gelo può arrivare al 30%, e se si denuncia un danno sotto questa soglia il rischio è che venga applicata anche alle grandinate successive. Per questo, prima di fare la segnalazione, conviene chiedere consiglio ed effettuare una valutazione tecnica.

Ne abbiamo parlato in questo breve video a cura di Nicola Massaccesi.

2. Interventi in vigneto dopo la grandinata

Sul fronte agronomico, l’obiettivo è limitare le conseguenze dei danni. Subito dopo l’evento si possono attuare interventi fitosanitari consentiti, prestando però molta attenzione ai tempi di carenza se la vendemmia è vicina. Una gestione tempestiva può ridurre l’impatto di malattie secondarie che spesso si sviluppano su tessuti lesionati.

3. La gestione del sinistro e il ruolo della perizia

In caso di sinistro, il perito parte sempre da un confronto tra la produzione assicurata e quella effettivamente presente in campo al momento dell’evento. Ecco perché è fondamentale dichiarare correttamente la quantità di uva in vigneto: assicurare più prodotto di quello reale non porta alcun vantaggio (si paga la polizza ma non si riceve indennizzo in più), mentre assicurarne meno significa non vedersi liquidata una parte del danno.
A complicare il quadro ci sono anche fattori come la flavescenza dorata, il mal dell’esca, i nuovi impianti e altre malattie che incidono sulla produzione.

Il risarcimento copre la quantità di prodotto perso, al netto di franchigie e limiti di indennizzo. Da un paio d’anni, per la grandine, l’indennizzo massimo è fissato all’80% del danno: a fronte di una perdita totale, si applica un 10% di franchigia e un ulteriore 10% di riduzione.
Per la componente qualitativa esistono invece tabelle diverse (base, maggiorata e tabella Q) che possono riconoscere una percentuale aggiuntiva, variabile dal 20% fino al 50% sul prodotto residuo.

Ne abbiamo parlato in questo breve video a cura di Filippo Codato.

4. Il supporto di CondifesaTVB

La fase di perizia è decisiva. Se la stima del perito non coincide con le tue valutazioni, non firmare il bollettino di perizia e chiedi l’intervento dei tecnici di Condifesa TVB. La nostra esperienza ti aiuta a evitare errori che potrebbero compromettere l’indennizzo.

Ne abbiamo parlato in questo breve video a cura di Oddino Bin.

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